FELICE NITTOLO

OLOCAUSTO

Art gallery "niArt"
Vernissagemercoledì 27 gennaio ore 18:00
Dal 27 gennaio al 2 marzo 2010

Via Anastagi, 4a/6 - 48100 RAVENNA

 


ENTRATA ingresso libero

Orari galleria: martedi, mercoledi  11:00  12:30

giovedi, venerdi  17:00  19:00
sabato  11:00  12:30 - 17:00  19:00

Altri giorni e orari su appuntamento telefonando al 338 2791174

Felice Nittolo non dimentica lo sterminio di milioni di ebrei e nella giornata della memoria dedica alcune sue opere al tema dell'OLOCAUSTO

Egli utilizza tessere di vetro tagliente, chiodi arrugginiti e filo spinato per realizzare opere sanguinanti impregnate di memoria

Vernissagemercoledì 27 gennaio ore 18:00

Il Giorno della Memoria

Sessantacinque anni fa, il 27 gennaio 1945, venivano aperti i cancelli di Auschwitz. Le immagini che apparvero agli occhi dei soldati sovietici che liberarono il campo sono impresse nella nostra memoria collettiva. Ad Auschwitz, come negli innumerevoli altri campi di concentramento e di sterminio creati dalla Germania nazista, erano stati commessi crimini di incredibile efferatezza. Tali crimini non furono commessi solo contro il popolo ebraico e altri popoli e categorie oppressi, ma contro tutta l’umanità, segnando una sorta di punto di non ritorno nella Storia

L’uomo contemporaneo, con il suo grande bagaglio di conoscenze, nel cuore del continente più civile e avanzato, era caduto in un baratro. Aveva utilizzato il suo sapere per scopi criminali, tramutando quelle conquiste scientifiche e tecnologiche, di cui l’Europa era allora protagonista indiscussa, in strumenti per annichilire e distruggere intere popolazioni, primi fra tutti gli ebrei d’Europa

Da quel trauma l’Europa e il mondo intero si risvegliarono estremamente scossi. Si domandarono come era stato possibile che la Shoah fosse avvenuta. E, soprattutto, quali comportamenti e azioni mettere in atto per scongiurare che accadesse di nuovo

Dalla consapevolezza dei crimini di cui il nazismo si era macchiato nacque, nel 1948, la Dichiarazione universale dei diritti umani, promulgata dalle Nazioni Unite allo scopo di riconoscere a livello internazionale i diritti inalienabili di tutti gli uomini in ogni nazione

Il 27 gennaio 2010 si celebrerà in Italia per la decima volta il Giorno della Memoria. Dieci anni sono passati da quando fu chiesto all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane di partecipare all’attuazione delle iniziative, promosse dalle istituzioni dello Stato italiano e in particolare dal Ministero dell’Istruzione, che avrebbero caratterizzato lo svolgimento di questa giornata. Oggi il Giorno della Memoria è diventato un’occasione fondamentale, per le scuole, di formare tanti giovani tramite una importante attività didattica e di ricerca

Da allora l’ebraismo italiano si è a più riprese interrogato sul modo di proporre una riflessione che non fosse svuotata dei suoi significati più profondi, riducendosi a semplice celebrazione. Al di là delle giuste, necessarie parole su Shoah e Memoria, crediamo infatti che occorra cercare di perpetuare il senso vero di questo giorno

Molti sono stati in questi anni gli studi, gli articoli, le riflessioni e le pubblicazioni di studiosi e intellettuali che hanno tentato di definire e ridefinire costantemente il senso della Memoria

Esiste infatti una problematica della relazione tra Storia e Memoria. La Shoah è ormai consegnata ai libri di Storia, al pari di altri avvenimenti del passato. Pochi testimoni sono rimasti a raccontarci la loro esperienza. Si potrebbe ipotizzare una Memoria cristallizzata nei libri, come un evento importante ma lontano nel tempo, da studiare al pari di qualsiasi altro capitolo di un libro scolastico, con il rischio di rendere distante il significato e la ragione vera per cui il Giorno della Memoria è stato istituito per legge

L’umanità esige che ciò che è avvenuto non accada mai più, in nessun luogo e in nessun tempo. E’ di enorme importanza che le nuove e future generazioni facciano proprio questo insegnamento nel modo più vivo e partecipato possibile, stimolando il dibattito, le domande, i “perché” indispensabili per la comprensione di quei tragici eventi

Favorendo noi una riflessione vivace nei ragazzi, renderemo forse il servizio migliore a questo Giorno che, per essere vissuto nel modo più autentico, necessita di un pensiero non statico, non nozionistico

Occorre fornire alle nuove generazione gli strumenti, anche empirici, per riflettere su cosa l’umanità sia stata in grado di fare, affinché non accada mai più

Questo, forse, è il senso più vero del Giorno della Memoria, ed è un bene prezioso per tutti

Renzo Gattegna  
Presidente Unione Comunità Ebraiche Italiane