OMAGGIO A GIULIO RUFFINI

a cura di Paolo Trioschi e Felice Nittolo

Inaugurazione Art gallery "niArt"
Via Anastagi, 4a/6 - 48100 RAVENNA
domenica 8 dicembre 2013
ore 10:30

8-24 dicembre 2013

INVITO

BIOGRAFIA

 


ENTRATA ingresso libero

Orari galleria niArt: martedi, mercoledì 11:00/12:30

giovedi, venerdi  17:00/19:00

sabato 11:00/12:30 17:00/19:00
Per appuntamenti fuori orario 338 2791174
(anche per scolaresche)

 

E’ dedicato a Giulio Ruffini ( 1921-2011) il tradizionale calendario artistico del 2014 promosso dalla Cassa di Risparmio di Ravenna Spa e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna.
La presentazione di Franco Gàbici delinea un profilo biografico dell’artista ravennate, probabilmente il piu’ importante pittore ravennate della seconda parte del secolo scorso ed uno dei piu’ apprezzati artisti dell’intera scena regionale. Accanto al sempre atteso catalogo della “Cassa”, una novità di sicuro interesse per tutti gli amanti dell’arte e del maestro particolare. La Galleria NiArt di Via Anastagi, 6 a Ravenna infatti, dal giorno domenica 8 Dicembre (ore 10,30 inaugurazione) fino al 24 dicembre 2013 esporrà le opere originali del maestro Ruffini contenute ne “Calendario 2014”.Un viaggio di grande suggestione, che in dodici significative opere, ripercorre liberamente la lunga vicenda artistica di Giulio Ruffini. La mostra-omaggio a Giulio Ruffini verrà inaugurata pubblicamente Domenica 8 Dicembre alle ore 10,30, alla presenza dell’Asssessore alla Cultura del Comune di Ravenna Ouidad Bakkali; di Franco Gabici ,curatore del “Calendario della Cassa 2014”; di Paolo Trioschi che ha curato l’allestimento delle opere e di Felice Nittolo della Galleria niArt nonché “anima” del progetto di riscoperta dei maesti d’arte del Novecento ravennate. L’ingresso alla mostra è gratuito. L’iniziativa è patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune e della Provincia di Ravenna, in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e Cassa di Risparmio di Ravenna s.pa.

Giulio Ruffini nasce il 18 Luglio 1921 a Villanova di Bagnacavallo. Figlio unico di padre operaio e di madre bracciante agricola, frequenta le scuole tecniche, manifestando nel contempo una particolare predisposizione per le pratiche artistiche ed in particolare per il disegno. Nel 1942 comincia a frequentare la Scuola di Arti e Mestieri di Cotignola diretta da Luigi Varoli. Nell’ immediato dopoguerra inizia l’ attività artistica partecipando a diversi concorsi di pittura. Nel 1951 ottiene il “ Premio Diomira” a Milano, nel 1952 vince il “Premio Suzzara” con un opera intitolata “Pietà per il bracciante ucciso”, considerata con merito dalla critica al punto da accreditare l’ artista nell’ ambito del movimento realista. Nel 1953 vince il I° premio alla “Biennale Romagnola” di Imola. Nel 1954 allestisce la sua prima personale al Circolo di Cultura di Bologna ed è presente con due dipinti (Vaso con cestino di foglie e Due braccianti che riposano ) alla Biennale di Venezia. Nello stesso anno dipinge la sua prima “crocefissione” , un tema largamente praticato dall’ artista per tutto il decennio successivo con opere attestanti una progressiva accentuazione di accenti dolorosi e drammatici.Nel 1955 è invitato alla Quadriennale di Roma ed alla mostra “60 artisti del prossimo trentennio” , ideata ed allestita a Prato da Carlo L. Ragghianti. Con “Eccidio di partigiani” è premiato alla “Mostra della Resistenza” di Ferrara del 1955.Verso la metà degli anni Cinquanta inizia a frequentare Mattia Moreni, già incontrato dall’ artista al tempo dell’ alunnato varoliano,ed esperimenta forme di convergenza fra il linguaggio realista e le poetiche informali. Nel 1957 inizia l’ attività di insegnante al Liceo Artistico di Ravenna. Nel 1960 vince il secondo premio al “premio Suzzara” come anche nel 1967. Nel 1963 ottiene un importante riconoscimento al “Premio Silvestro Lega” di Modigliana con “Lamentazione”, un grande bozzetto realizzato dieci anni prima. In un contesto di rottura rispetto ai tradizionali canoni figurativi,senza tuttavia allontanarsi dalle tematiche sociali,verso la metà degli anni Sessanta inizia a dipingere la serie degli “Incidenti” con grovigli di corpi umani e di auto tragicamente evocativi di una condizione umana mortalmente segnata anche dal fenomeno della trasformazione metropolitana del territorio.
Nel 1965 vince il I° premio cartone per mosaico “Omaggio a Dante” a Ravenna. Nel ’67 è per la prima volta presente con successo al “Premio Campigna”, l’ importante rassegna nazionale d’arte di Santa Sofia. Un anno più tardi esce la monumentale monografia curata da Raffaele De Grada per le edizioni La Bottega di Ravenna.
L’ ultimo scorcio degli anni Sessanta segna il pieno ritorno di Ruffini alla figurazione, con un progressivo abbandono dei valori peculiarmente espressionistici che avevano segnato l’ opera dell’ ultimo periodo a favore di una valenza simbolica ed allegorica delle immagini. Prende corpo, a partire dal 1967, la ricerca sostanzialmente introspettiva dell’ artista, risolta mediante intimistiche sovrapposizioni di realtà e di memoria. Inizia la serie intitolata “Scomparsa della Romagna”, strettamente connessa ad altri filoni tematici come i “Monumenti” (quelli alla madre, al contadino e al poeta contadino), le “Rovine”, le “Archeologie”, tutte dedicate al mondo rurale, al suo paesaggio, alla sua cultura, mentre è al disegno ed all’incisione che il pittore preferisce affidare anche motivi di satira politica e di racconto sulla storia d’ Italia e la realtà nazionale.Tra gli anni Settanta e Ottanta l’ artista opera intensamente sia in campo pittorico che in quello grafico e incisorio. Si fanno più rade, invece, le sue apparizioni pubbliche. Nel 1970 viene allestita un’ importante mostra personale di sole opere grafiche al Centro Attività Visive Palazzo dei Diamanti a Ferrara. Nel 1971-72 è presente alla Biennale d’ Arte “Città di Milano” e alla quarta edizione della Biennale Internazionale d’ Arte “Morgan’s Paint”.Nel 1974, viene allestita una grande mostra antologica a Faenza nell’ ambito della rassegna “Tre artisti in Romagna” (Piraccini, Ruffini, Sartelli ), presentata da Francesco Arcangeli.Nel 1974 e nel ’76 partecipa a due importanti rassegne di grafica: “Disegno satirico e politico” a Forte dei Marmi, “Disegno e Piccola Scultura” a Milano. Sono di questi anni anche diverse personali a Milano, Bologna, Forlì. Nel 1980 è invitato alla mostra “Arte e mondo contadino” allestita a Torino e a Matera. Mostre personali gli vengono dedicate dalle amministrazioni comunali di Lugo e Alfonsine nel 1988. Nello stesso anno è presente alla Biennale Nazionale di Grafica “A. Martini” di Oderzo ed alla mostra “Segni nella Romagna” a Bagnacavallo. Nel 1991 viene allestita la personale “Arte come storia” al Museo del Senio di Alfonsine.Il 26 ottobre 1997 si inaugura alla Loggetta Lombardesca l’ “antologica” promossa dal Comune di Ravenna. Nel 1999, il “ corpus “ incisorio di Giulio Ruffini viene presentato al Centro Culturale Polivalente di Bagnacavallo. Due anni più tardi sue opere figurano alla mostra “Pittura in Romagna. Aspetti e figure del Novecento”, promossa a Cesena dalla Banca Popolare dell’ Emilia Romagna.Alla primavera-estate del 2002 risale la grande mostra intitolata “Scomparsa della Romagna”,curata da Orlando Piraccini allestita a Palazzo Albertini di Forlì e successivamente trasferita al Museo San Rocco di Fusignano. E’ del dicembre 2006 la mostra “G. Ruffini – Lavoro e Memoria “Palazzo Marini” di Alfonsine.Nel 2007-’08 apre alla sala “Manica Lunga” della Biblioteca Classense di Ravenna la personale “G. Ruffini – L’Occhio del Poeta". Nella primavera del 2011 le Sale “Lino Longhi” ospitano la mostra “Per i 90 anni di Giulio Ruffini: i quadri dell’Anima”curata da Paolo Trioschi. Giulio Ruffini si è spento a Ravenna il 1° Settembre 2011.